Si è tenuto oggi pomeriggio l’incontro bilaterale tra il premier Silvio Berlusconi e il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.
Gli argomenti del summit hanno riguardato ovviamente i rapporti tra Santa Sede e Governo, in particolare approfondendo gli interventi di politica estera nei confronti dei cristiano in Iraq e nel mondo.
Si è però sottolineato, ed è questo l’argomento del post che state leggendo, il dovere di “fare il possibile per le scuole non statali colpite dalla nuova finanziaria”,
come ha dichiarato il cardinale Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, presente al summit insieme a Renato Schifani e Gianfranco Fini.
Ricordando al premier come uno studente di una scuola cattolica costi allo Stato il 60% in meno di uno studente della scuola pubblica, il cardinale ha ricevuto in risposta una promessa piuttosto larga:
“Abbiamo già ridotto i tagli inizialmente previsti – ha affermato Berlusconi, “presto saremo in grado di azzerarli tutti”.
Con i tagli alle scuole ecclesiastiche infatti vengono a sorgere i medesimi problemi per le scuole pubbliche: naturalmente, precariato e disoccupazione non esistono nei sacri ordini, ma gravano comunque sul bilancio della Santa Sede.
E concludiamo con una nota di colore: i giornali hanno già definito “scudo ecclesiale” questo summit di oggi, dove Berlusconi ha promesso tagli zero alle scuole ecclesiastiche, cercando di “comprarsi” maggioranza e benedizioni anche in Parlamento. Voi che ne pensate?










