Legge ricorso preventivo all’arbitro di lavoro, il no di Napolitano

Lo stato d’animo di Giorgio Napolitano in seguito alle manifestazioni di fuoco di ieri non dei migliori. Il Presidente della Repubblica ha visto l’argomento lavoro entrare al centro dei dibattiti, in particolare per quanto riguarda le nuove regole che potrebbero essere stabilite dal ddl 1167-B.

Quest’ultimo prevede la possibilità di inserire un ricorso preventivo all’arbitro, invece che al giudice, in caso di controversie di lavoro. Il decreto è stato approvato dal Senato questa settimana.

La preoccupazione, secondo Napolitano, è che il nostro sistema di garanzie e di diritti del lavoro potrebbe stravolgersi in peggio, in quanto il potersi affidare ad un arbitro e non a un giudice in caso di contrasti tra il lavoratore e l’azienda toglierebbe garanzie al lavoratore che di solito si tutela dalla giurisdizione di un magistrato della Repubblica.

Intervenuta già la Cgil, che dà pieno sostegno alla scelta del Presidente Napolitano di non firmare la legge e spedirla indietro al Parlamento.

La legge presenta rischi evidentissimi. Se il lavoratore, al momento dell’assunzione, sceglie le modalità con cui il trattamento di fine rapporto verrà effettuato, è chiaro che la tutela legislativa viene svuotata. Il rapporto di lavoro è tutelato, in Italia, dalla legge in primis, quindi dalla legge di fronte a un giudice. Con le nuove norme si può escludere questo tipo di tutela. Mentre il giudice è un soggetto garantito dalla legge, l’arbitro applica principi di giustizia indipendentemente da ciò che stabilisce la legge”.

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