Sciopero immigrati: “noi paghiamo le vostre pensioni”

Migrare non è reato”: questo è stato il motto della manifestazione nazionale di oggi che ha visto mobilitarsi uno sciopero dei lavoratori immigrati in Italia.

Annunciato la scorsa settimana per conto dei sindacato, lo sciopero era nato in seguito al decreto sicurezza del Governo Berlusconi che punisce con il reato di clandestinità gli immigrati che non trovano lavoro entro sei mesi dalla perdita del posto o dall’ingresso in Italia. Il che, in tempo di crisi, è un po’ un paradosso.

Questa era l’aria che tirava oggi in una fotografia triste e arrabbiata di quel pezzo d’Italia che chiede soccorso ad uno Stato che diventa nemico pubblico nei confronti dei lavoratori. Contro lo sfruttamento, contro la perdita del permesso di soggiorno e contro la recessione economica non assistita dal Governo, sono scese oggi in piazza 10 mila persone a Brescia, 4 mila a Milano, decine di migliaia a Roma, e ancora a Bologna, Parma, Bergamo, Catania, Siracusa, Ferrara, Vicenza e molte altre città.

Basta razzismo, siamo i nuovi cittadini, le vostre pensioni le paghiamo noi” afferma Emanuel, camerunense di 24 anni a Milano. “Oggi non si è trattato solo di uno sciopero, ma di una mobilitazione contro la xenofobia e l’intolleranza e per dire pubblicamente grazie agli oltre 300mila immigrati che con la loro presenza e il loro lavoro contribuiscono al benessere della collettività e allo sviluppo di noi tutti” ha sottolineato un portavoce della Cisl.

 Anche gli studenti e perfino dei lavoratori italiani hanno sostenuto la manifestazione. A Roma iniziativa a Piazza Vittorio: “mobilitazione anti-razzista”. A Mestre lancio di uova contro la sede della Lega Nord in via Massaia. “Il problema va inquadrato partendo dai più giovani – afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Coloro che nascono in Italia o arrivano quando sono molto piccoli infatti dopo qualche tempo si sentono italiani e in molti casi hanno anche superato il problema della lingua. Non esiste uno Stato che richiede solo doveri, deve dare anche diritti”.

Ultimi articoli di sezione