La sentenza del Giudice Oscar Magi che ha condannato con 6 mesi di reclusioni 3 dirigenti di Google per violazione della privacy fa scalpore. Torniamo ai fatti: sul sito You Tube (di proprietà di Google) era comparso un video italiano che riprendeva gravi atti di bullismo contro un ragazzo down. La società Google appena ricevuta la segnalazione di questo video lo ha prontamente oscurato rimuovendolo dal sito.
Con questa condanna il giudice impone quindi che il titolare del sito sia responsabile di qualsiasi prodotto venga sullo stesso pubblicato, e quindi impone implicitamente un controllo preventivo da parte del titolare di tutto ciò che va online.
A questo punto si aprono nuovi scenari nella rete, alterando quindi gli equilibri e gli spazi di libertà fin qui conquistati. Infatti il controllo preventivo delle pubblicazioni ha dei costi altissimi. Un lettore del Guardian ha provato a fare i conti raggiungendo questi risultati: Poiché ogni minuto che passa circa 20 ore di nuovi filmati vengono caricati su You Tube, supponendo che un revisore dei filmati venga pagato 5 dollari all’ora, il costo annuo supererebbe gli 80 milioni di dollari.
Quanti sono i siti nel mondo che si potrebbero permettere costi aggiuntivi per il controllo preventivo?
Il portavoce di Google Italia Marco Pancini, dice che la sentenza e’ “un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali e’ stato costruito internet“. I tre dirigenti “non hanno avuto nulla a che fare con il video in questione, poiché non lo hanno girato, non lo hanno caricato, non lo hanno visionato“. Secondo Pancini, i tre dirigenti sono stati dichiarati “penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi“.
Di contro il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e il pubblico ministero Francesco Cajani dichiarano: “E’ la tutela della persona umana che deve prevalere sulla logica di impresa”.
Voi che ne pensate? Certo il dibattito che si aprirà sarà sicuramente rovente, gli Stati Uniti attraverso il loro ambasciatore in Roma si sono già espressi in maniera molto negativa nei confronti di questa sentenza, e quindi anche in questo caso dai tribunali si passerà alla politica.










