Giusto questa mattina leggevo di uno studente di 12 anni che in una scuola di Napoli entrava in classe con una pistola caricata a salve da puntare sulla testa dei compagni. Quando, allora, i ragazzi della redazione di Corsincitta mi hanno comunicato i materiali da lavorare per il post che state leggendo, beh, mi son detto: capita a puntino.
Secondo una inchiesta fatta da Il Sole 24 Ore, in Italia sono oltre 60’000 gli studenti che hanno una insufficienza in condotta tra le mura di scuola. Un aumento di circa +20% rispetto allo scorso anno (quando le insufficienze erano 52’344), dati preoccupanti se si pensa di come la riforma scolastica avesse fatto molto per innovare la didattica ed il sistema degli insegnanti, ma praticamente nulla per marginare questa preoccupante ascesa verso la cattiva condotta. Bullismo? Incompatibilità generazionale? Mala educazione?
Non è questo il posto per fare demagogia sociale sulle nostre bistrattate “nuove generazioni”. Continuando ad analizzare i dati degli studenti italiani, però, rileviamo come al peggioramento della condotta a scuola corrisponda un peggioramento del rendimento nelle materie di studio: il 75% degli studenti ha almeno una insufficienza sia alle scuole medie che alle superiori.
La cifra sale, curiosamente, nel caso degli istituti professionali: in questi, quattro ragazzi su cinque (80%) hanno una insufficienza. Meglio la situazione nei licei, dove “soltanto” il 59% degli studenti ha almeno una insufficienza. Le discipline dove si concentrano i voti al di sotto del 6 sono la matematica, l’inglese e l’italiano. “Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa l’interesse dei ragazzi – ha dichiarato il Ministro Gelmini. “La nostra scuola è lontana da quella del 6 politico. Anche il comportamento è importante nella valutazione complessivo dei ragazzi, perché gli studenti sono titolari di diritti ma anche di doveri come il rispetto delle istituzioni scolastiche e dei compagni”.










